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AMARCORD RAVANUSANO: L’ON.VITO RAIA - di Salvatore Aaronica

Per oltre un trentennio, non solo nella nostra cittadina, ma in tutta Sicilia, fu alfiere della libertà e il tutore dei gruppi politici all’opposizione. La sua vita politica fu travagliatissima. Energico, battagliero, condusse generose campagne in difesa dei diritti dei lavoratori, pure nel  campo sindacale, da apprezzato dirigente cigiellino. Si prodigò sempre in aiuto delle esigenze legittime dei lavoratori, anche di singoli, laddove occorreva riparare ingiustizie, torti e danni subiti, intervenendo con autorevolezza direttamente presso ministri e sottosegretari. Da parlamentare, poi, tempestò il governo di interrogazioni a risposta scritta, per amore della sua terra isolana.
Nacque nella nostra cittadina il 22 maggio 1927. Si forgiò politicamente alla scuola del partito socialista “lauricelliano”, nel cui Movimento Giovanile si iscrisse e militò appena diciassettenne, divenendone appresso Segretario provinciale. In quell’epoca lo scenario politico  regionale, e dopo nazionale, era dominato (lo fu per oltre mezzo secolo), dall’On. Salvatore Lauricella, più volte ministro e Presidente dell’ARS, sino al breek-down craxiano. Vito Raia, inizialmente gli fu allievo, guadagnandone pure i galloni. Partecipò dal 1948 alla mobilitazione della classe contadina, con occupazione delle terre, ottenendo parimenti agli altri partiti l’acquisto e l’assegnazione di quote di alcuni ex feudi. Lavorò duro per ciò in seno alle cooperative. Nel medesimo periodo fu studente pendolare del Liceo Classico “Ugo Foscolo” di Canicattì, in cui ebbe docenti qualificati i proff. Rosa Grifasi, Giuseppe Milazzo, Calogero Amore ecc.. Nelle foto di classe di quegli anni, ho notato tra i suoi compagni insigni professionisti canicattinesi (il sopr.te Giuseppe Antinoro e l’ing. Giuseppe Iannicelli) e ravanusani (avv.ti Nino Cuva, Calogero Pitrola, Domenico Verso,  ing. Luigi Aronica, inform. sc. Giuseppe Savarino, segr. Enzo Ciccotta).
Nelle elezioni del 31 maggio 1952, a soli venticinque anni, venne eletto consigliere comunale ed Assessore Anziano per maggior numero di voti, sindaco S. Lauricella (rinunciatario dal 4 aprile 1955 a favore di Gaetano Gambino e Mariano Seggio per il restante periodo al 13 giugno 1956). In detto anno, Raia fu nominato Segretario provinciale della Federazione socialista di Ragusa e si trasferì ivi sino al 1963. Fu consigliere comunale, Capogruppo del PSI, Dirigente della Camera del Lavoro e Segretario provinciale di Ragusa della CGIL. L’On. Lauricella, con i concittadini Raia a Ragusa e Gambino a Messina, invero ampliò la sua sfera d’influenza politica. I predetti fecero  carriera. Passarono, però, alla fine con armi e bagagli nel PCI. Nel 1963 Vito Raia,  nella circoscrizione orientale della Sicilia, fu eletto Deputato nazionale PSI. L’anno dopo, tuttavia,  schierandosi contro la linea Moro-Nenni, avversò il centro sinistra di cui Lauricella fu sempre antesignano in area comunale, regionale e nazionale. L’On. Raia divenne un dei più agguerriti fondatori del PSIUP. Ne organizzò la segreteria provinciale di Agrigento e varie sezioni nella nostra regione.
Con Lauricella fu scontro frontale. Durato diversi anni. Con asprezza e lealtà. L’on. Raia, mai, come qualche odierno pusillanime, osò celarsi nell’anonimato o sotto pseudonimo. Amò la sottile ironia, il sorriso sardonico, ma condusse le battaglie politico-amministrative a viso aperto, senza maschera o infingimenti ipocriti, dicendo pane al pane e vino al vino. Nell’aprile 1965, eletto nei consigli comunali di Ragusa e Ravanusa, optò per la nostra città e vi costituì un nutrito gruppo consiliare psiuppino. Nel 1968 fu eletto Senatore nel collegio di Ragusa con la lista PCI-PSIUP e fece parte della Commissione Lavori Pubblici al Senato. Nel 1970, scioltosi il PSIUP, passò nel PCI. A cui dedicò il resto della sua vita politica. In fondo filo-comunista lo era stato sempre. Il socialismo lauricelliano degli albori, a Ravanusa ha profonde radici nell’estremismo di sinistra di Vito Zagarrio, di Bilì Vella e di Vito Sferrazza. Ne scrisse ampiamente Giuseppe Zagarrio, che con l’avvento di Craxi si ritirò per sempre in Aventino.    
    L’On. Raia seppe essere amico, rispettoso anche dell’avversario. Amò soprattutto la classe lavoratrice, che trattò sempre affabilmente. Nel 1972, trasferitosi ad Agrigento, in Via Dante, fu capolista PCI eletto a pieni voti, Capogruppo consiliare e poi provinciale del PCI. Membro della Segreteria e del Direttivo Provinciale PCI. Dal 1975 Presidente della Lega Provinciale delle Cooperative e Mutue e componente della Direzione regionale di questa. Si spense a sessantaquattro, anni il 25 aprile 1991. Lo piangono ancora la moglie Giovanna Cancellieri, i due figli (Pascal e Dario), la nostra città e la Sicilia intera. Possiede  tutti i titoli per essere ricordato ai posteri.



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