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L’AMORE ROMANTICO DI UN TEMPO, NATO DA SGUARDI E DA SOSPIRI
Fonte: riesionline.it - 02/12/2019
Molti anni fa, l’amore, persino, quello romantico di due giovani che passeggiano al chiaro di luna e mentre sognano una vita in rosa si scambiano casti baci e dolci e furtive carezze, Ma l’amore romantico, nato dagli sguardi e dai sospiri e favorito dalla dolce musica notturna di chitarre e mandolini, era una eccezione, la regola era un’altra. Intanto, alla fine della prima adolescenza, i sessi venivano rigorosamente divisi.
Le ragazze, appena accennavano a diventare donne, venivano "ritirate", venivano cioè chiuse in casa da dove potevano uscire in determinate occasioni soltanto se accompagnate dai familiari. Allora, come ci si sposava? Ecco: secondo la regola allora in vigore, il padre del giovane, quando riteneva fosse giunto il momento, adocchiava una ragazza e la valutava attentamente dal punto di vista della salute, della moralità e della dote.

Se riteneva positivo l’esame, si presentava al padre di costei e contrattava accanitamente il matrimonio soppesando capi di biancheria (a sei, dodici, a diciotto, ecc.) contro tumuli di terreno e contro case di abitazione. Quando tutto era definito, ne dava annunzio all’interessato: "Figliu, vidi ca ti fici zitu!". Avveniva quindi la "canuscenza": una sera, tutti vestiti a festa, il giovane e i suoi familiari si recavano a casa della ragazza e stavano qualche ora seduti a una parete mentre lei e i suoi familiari stavano seduti alla parete di fronte; mentre i fidanzati si scambiavano sguardi prudenti e furtivi, gli altri chiacchieravano del più e del meno tenendo in mano un bicchierino di rosolio.
Questa la regola, la tradizione, ma, come capita in ogni tipo di società, c’era sempre chi contravveniva alle regole e voleva fare di testa sua. lì giovane che decideva di far da sé o che per motivi diversi viveva un amore contrastato, aveva tre possibilità per realizzare il suo sogno d’amore. Tre istituti matrimoniali, illegittimi ma sempre presenti nella secolare tradizione, :"La fuitina", "la vasatina" e "la ‘nchiutina".

La Fuitina è la fuga romantica, e non, che ancora si pratica qualche volta nel mondo, ma la vasatina non esiste più, è stata sepolta dall’avanzare del progresso nell’oblio del passato. era un’astratta realtà, se non addirittura un concetto praticamente sconosciuto. E’ vero, c’era qualche fortunato giovanotto che, a furia di interminabili passeggiate diurne e romantiche serenate notturne, riusciva ad attirare l’attenzione della ragazza che sospirava dietro le finestre accostate. Nel patrimonio culturale dialettale non manca la stigmatizzazione del matrimonio d’interesse del giovane che per avidità di soldi e di "roba" sposa la donna vecchia o storpia o brutta; oppure della giovane e bella che sempre per interesse sposa un vecchio; oppure del povero che sposa una ragazza "chiacchierata" e che viene tacitato con un "dammuso e qualche tumulo di terreno…. Ma, come si è già ricordato nelle pagine precedenti, c’erano invece giovani coraggiosi e intraprendenti che affrontavano qualunque sacrificio, e anche qualche colpo di coltello o di pistola, pur di realizzare il loro sogno d’amore. C’era chi sceglieva la "fuitina" o la "vasatina", ma la "‘nchiutina" era il modo più sicuro e più eccitante per arrivare all’amore e al matrimonio.

 
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