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'HO PERSO TUTTO, PURE IL NEGOZIO ABBIAMO BISOGNO D'AIUTO'
Fonte: livesicilia.it - 03/08/2020
di Monica Panzica
L'alluvione nel 2018 e un dolore ancora vivo. Giordano è uno dei quattro sopravvissuti insieme alla figlia 12enne: "Siamo disperati"
“Ho dovuto chiudere, non potevo più sostenere le spese dell’attività”, dice con estremo rammarico Giuseppe Giordano, che la notte del 3 novembre 2018 perse la sua famiglia nell’alluvione a Casteldaccia, quando l’esondazione del torrente Milicia seminò morte e distruzione anche nella loro villetta presa in affitto. “Sono un uomo distrutto – racconta – il tempo passa, ma andare avanti è sempre più complicato, sia psicologicamente che economicamente. Per questo ho deciso di chiudere il mio negozio. Lo avevo aperto cinque anni fa e permetteva a me e alla mia famiglia di vivere dignitosamente, ma dopo la tragedia che ha sconvolto la mia vita, non sono più riuscito a risalire”.

Giuseppe è rimasto da solo con la figlia Asia, che ha 12 anni. Sono gli unici sopravvissuti, insieme al cognato e alla nipote, a una vera e propria strage. Quella notte, era la Festa di Ognissanti,  la furia dell’acqua travolse tutto ciò che incontrava, senza alcuna pietà. La casa in cui si trovavano in tutto tredici persone fu investita dal fango e morirono la moglie, Stefania Catanzaro, il figlio Federico di 15 anni, la figlia Rachele di 3 anni, i genitori, la sorella, il fratello e il nipote. A perdere la vita anche Nunzia Flamia, madre di Luca Rughoo, cognato di Giordano.

“E da quel giorno la mia serenità è finita – prosegue -. Tante cose non hanno più un senso per me. Ormai vivo soltanto per mia figlia, ma ho bisogno anche di un lavoro, di un’attività che mi aiuti ad occupare anche la mente ogni giorno. Nei miei pensieri ci sono sempre mia moglie, i miei figli che non ci sono più e il resto della mia famiglia, praticamente sterminata quella notte. Da quando ho chiuso il negozio la situazione è peggiorata: voglio rendermi utile, ho bisogno di svegliarmi la mattina sapendo che potrò lavorare e forse migliorare le cose”.
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